Dal Dispensario all’Ospedale

Era una notte buia e tempestosa. Per davvero era così. Una notte di ormai quattordici anni fa.

E un paio di ragazze della St Theresa VSS avevano la febbre. Era due fra quella trentina di ragazze che ormai da qualche tempo si fermavano a dormire in quello che allora era ancora il grezzo di quell’edificio che ora è diventato il dormitorio per le ragazze che abitano lontano dalla scuola.

Il dormitorio in fase di costruzione e nel giorno della sua inaugurazione, appena finito

Le due ragazze avevano la febbre alta e Pascazia, la responsabile dell’organizzazione, non sapeva proprio dove sbattere la testa. Di medici neppure l’ombra e di farmacie a Mahyoro proprio non ce n’erano.

Come Dio volle arrivò la luce del mattino e Pascazia riuscì a telefonare a P. Fred.

Fu la goccia che lo fece decidere, da un po’ stava trattando l’acquisto di un piccolo edificio, un po’ malandato, distante qualche centinaio di metri dalla scuola per farne un “dispensario”, un punto a cui riferirsi per medicare ferite e prendere qualche medicina di base, quelle che vanno bene un po’ per tutte le disgrazie (qui li chiamiamo farmaci da banco) e poco altro. 

Ci aveva pensato perché nei dintorni non c’erano presidi medici e lui, nel frattempo, aveva maturato una certa sensibilità sull’argomento in quanto incaricato dal Vescovo di presiedere e riorganizzare un ospedale della Diocesi a Fort Portal, un centinaio di Km distante da Mahyoro. Un centinaio di Km che, con le strade di allora, significavano 4 ore d’auto, uno slalom continuo per scansare buche (ma il termine più adatto sarebbe “crateri”!) dalle quali anche con la RAV 4 di P. Fred era difficoltoso uscire.

L’aveva pensato anche per la popolazione, non solo per i ragazzi e le ragazze della scuola, per quanto non fosse ancora mai successo che si ammalassero.

Comunque, stimolato da quell’evento, passò all’azione e quell’edificio diventò (dopo una sommaria ristrutturazione, in attesa di cambiamenti più profondi) il “dispensario”. 

Vi faceva riferimento un paio di giorni la settimana una infermiera che, originaria di Mahyoro, da anni lavorava all’Ospedale di Fort Portal.

All’unica stanzetta di cui era costituito il dispensario si aggiunse poi un’altra stanza, la “sala parto” con una poltrona ginecologica recuperata chissà dove, per evitare che le donne partorissero nelle capanne in mezzo a capre, galline, ecc. 

Il vecchio dispensario appena ristrutturato con l’aggiunta della “sala parto”

Con il tempo, un breve tempo, peraltro, si aggiunsero altre stanzette, un po’ di attrezzature mediche donate da associazioni italiane. Associazioni che, oltre ad attrezzature mediche minimali, avevano iniziato a dare ospitalità in cliniche italiane a bambini per cure salvavita (prevalentemente cure e interventi chirurgici cardiologici).

Oggi, dove un tempo (che ormai sembra lontanissimo: 14 anni fa) sorgeva il dispensario, c’è un piccolo ospedale con la presenza di un medico tre volte la settimana (e ogni altra volta sia urgente), ma presidiato permanentemente da personale infermieristico e gestito da suore bravissime. 

Un ospedale per tutti, ragazzi/e e popolazione, cristiani, mussulmani e di altre fedi religiose della tradizione africana. 

All’ospedale è stato dato un nome che, senza esser pretenzioso, promette bene: “Good Hope Health Unit”, Unità Sanitaria Buona Speranza. E lì, oltre a curare gli ammalati, si preparano a diventare infermiere (qualcuna fors’anche medico) alcune ragazze e qualche ragazzo della St. Theresa VSS.

Continua…..

Scritto da Giuseppe Bruni


Scopri di più sul progetto

Nel settembre 2019 si è dato avvio all’iniziativa “AIUTIAMOLI A CASA LORO: UN VERO AIUTO”. Una serie di progetti realizzati da RENA Uganda Foundation in collaborazione con la nostra Associazione I Borghi di Via Gesso, per dare possibilità di sviluppo alla popolazione della regione ugandese degli Rwenzori.

I progetti ai quali partecipiamo sono:

  • Sostegno a distanza e donazioni
  • Raccolta di materiale tecnologico per la St. Theresa Vocational Secondary School – Mahyoro
  • Formazione e condivisione del sapere organizzando tirocini formativi

(per l’approfondimento dei vari progetti ti invitiamo a visitare il sito:https://www.iborghidiviagesso.it/aiutiamoli-a-casa-loro-un-aiuto-vero/)

La pandemia provocata dal COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione di queste popolazioni, il contributo di ciascuno ci permetterebbe di portare avanti i progetti.

  • Per sostegno a distanza di un bambino e raccolta materiale tecnologico contattare: adozioni@iborghidiviagesso.it
  • Per donazioni si può effettuare bonifico con causale “AIUTIAMOLI A CASA LORO: UN VERO AIUTO” su conto bancario intestato: 
    I Borghi di Via Gesso
    c/o Intesa San Paolo
    IBAN IT34W0306909606100000166989

(tutte le donazioni sono fiscalmente deducibili o detraibili) 

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