L’antico Borgo dei Gessi – Parte 5

L’antico Borgo dei Gessi Parte 5 - Articolo Associazione I Borghi di via Gesso

Un conflitto permanente

Un conflitto che probabilmente si perdeva “nella notte dei tempi” e tramandato fino a noi dai padri, dai nonni, dai bisnonni; forse da sempre. E poi chi è in grado di rispondere ad una domanda del genere? Meglio non porsela; così non corri il rischio d’avere turbamenti “tardivi”. C’era un “conflitto”; punto. Senza tante fregole o bisogno di domande e risposte. Da una parte l’assalto continuo di noi ragazzi, dall’altra i contadini del vicinato con i loro diritti da difendere.

Le ragioni del conflitto? Qui – come dire – “nobili” non c’entravano un fico secco. C’era di mezzo la frutta e basta lè (e basta così).

I contadini avevano la frutta; noi no e gnànc un gòbbi par cùmprerla (e nemmeno un soldo per comprarla). Qui stava il vero dilemma, per noi, naturalmente: o arrangères o fèr sàinza (o arrangiarsi o non mangiare frutta).


Una “terza via?” ma vogliamo scherzare

Non esisteva una “terza via”. Nemmeno Enrico Berlinguer – trent’anni più tardi – pur compiendo   tantissimi tentativi approdò ad esiti positivi; propri inciòn risultèt (proprio nessun risultato).

La “terza via” non fu trovata avvolta nelle nebbie come “l’oggetto misterioso”.

A noi, a quei tempi e con quell’età, era del tutto sconosciuta. Eravamo guasconi nati, di pochi scrupoli: la frutta andava presa dov’era “dòp che al saul as’nèra andè” (dopo che il sole era tramontato).

Non sempre si tornava col “bottino”. A volte era un rientro a tasche vuote per via di una “vigilanza avversaria a maglie strettissime”.

Così per mesi, per anni.


Ringraziamo Loretta Drusilli per averci permesso di condividere con tutti voi estratti del libro “Al baurg di Zess e dintauran” di Bruno Drusilli.

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